Il Rugby è libertà, scuola di vita e disciplina.
Amici, educatori, compagni di squadra, genitori, decidono di affrontare una nuova sfida:

Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, campionato dopo campionato, diventa chiaro che l’attenzione e l’impegno che richiede un settore giovanile, necessità di una gestione tutta propria, fatta di strategie, che nulla hanno a che vedere con le squadre di categoria seniores.

Viene riconosciuto anche il forte impatto sociale generato:
Nobiltà, lealtà, senso di responsabilità, rispetto dell’avversario, spirito di sacrificio, disinteresse, altruismo, amicizia, impegno, gioco di squadra, determinazione, coraggio: questi (ed altri) valori sono nel codice genetico del rugby e coinvolgono giocatori, tecnici, dirigenti, tifosi.

Si tratta di una risposta forte alla crisi di valori in atto dentro e fuori lo sport, perché sono valori che dal rugby si trasferiscono alla vita.

41 anni di rugby a Pieve di Cento, e il 19 Aprile 2011 nasce la società Rugby Pieve 1971 a.s.d.

Perché il rugby ?

Appena un bambino vede una palla, in genere non la prende a calci, ma la esplora con le mani la osserva e la lancia con le mani. È naturale che poi impari a correre con la palla in mano.
Già questa osservazione fa capire perché l’inventore del Rugby William Webb Ellis, durante una partita di Football prese la palla con le mani e corse fino a portarla oltre la linea di porta. Ciò avveniva nel 1823 nella scuola della cittadina di Rugby e quel gesto spontaneo ha innescato il mondo del rugby che oltre ad essere uno sport è una filosofia di vita.

Per un bambino di 6-7 anni che cosa c’è di più bello che avere la possibilità di correre con la palla in mano, “acchiappare” quello che ha la palla e rotolarsi per terra.

I nostri giovani atleti si sono innamorati di questo sport perché…

Questo è il rugby, uno sport unico, uno sport magico.